martedì 14 novembre 2017

PRIVATE LESSONS (1981) Alan Myerson

Commedia sexy americana che sfrutta la sensuale presenza dell'Emmanuelle originale, la bellissima Sylvia Kristel (RIP), alle prese con un classico plot da exploitation: donna matura seduce giovane in fregola. Il giovane Philly (Eric Brown) viene lasciato dal padre nelle confortevoli mani della bella francese Nicole (pensate che culo) che non si pone alcun problema nel turbare il ragazzo spogliandoglisi di fronte e invitandolo nella vasca. Ma dietro si nasconde una storia di ricatti e truffe cui non è estraneo l'autista Lester (il grande Howard Hesseman con baffi e parrucca).

Alan Myerson regista di una valanga di serie televisive, da "Laverne&Shirley" a "Archie Bunker's Place" passando per "Miami Vice" e "Knight Rider" (ma pure "Una Squillo per Quattro Svitati/Steelyard Blues" [1973] con Donald Sutherland e Jane Fonda) confeziona una commedia gradevole in puro stile early eighties, pruriginosa ma non troppo e assolutamente innocua nonostante le premesse. La versione UK è stata alleggerita di almeno 3 min 20 sec dalla BBFC (per alcune inquadrature la Kristel si avvalse di un body double) nelle scene dello strip-tease e della vasca da bagno.

Sceneggiatura di Dan Greenberg dal suo romanzo "Philly", sceneggiatore poi di "Private School/American College" (1983) di Noel Black con quel bel pezzo della Phoebe Cates e di "L'Albero del Male/The Guardian" (1990) di William Friedkin. La pellicola conosce un sequel/remake giapponese di Seiji Izumi, "Private Lessons 2" (1993) con il cantante Goro Inagaki e Joanna Pacula nel ruolo della Kristel (delirio assoluto e proprio per questo imperdibile) più un altro capitolo apocrifo noto come "Private Lessons: Another Story" (1994) di Dominique Othenin-Girard. Fotografia di Jan De Bont. Penso che possa bastare. Gli italiani comunque nel genere nun se battono, guardatevi pure "Il Peccato di Lola". Dvd della Lions Gate NTSC Region 1, ratio 1.33 :1 e recentissimo Blu-ray All region a cura della Cinema Epoch. Titolo italiano: Lezioni Maliziose. INTERPRETI: Sylvia Kristel, Eric Brown, Howard Hesseman, Ed Begley Jr., Pamela Bryant, Patrick Piccininni, Meredith Baer, Dan Greenberg, Marian Gibson, Judy Helden.



3 maggio 2012 (c) Belushi

MAD MONSTER PARTY? (1967) Jules Bass



Capolavoro targato Rankin/Bass ancora in grado di lasciare a bocca aperta spettatori e amanti della stop motion. "All Monsters Together!", sembra quasi di trovarsi in un film Universal degli  anni quaranta, quelli di Erle C. Kenton tanto per intenderci, solo che da queste parti tutti i mostri sono animati a passo uno e non disdegnano la danza e i bagordi. 

La Rankin/Bass Production Inc. (o Rankin/Bass Animated Entertainment) fondata da Arthur Rankin Jr. e Jules Bass nel 1960 conobbe grande successo di pubblico con i suoi special televisivi (un titolo su tutti, "Rudolph The Red-Nosed Reindeer" [1964]) improntati in massima parte sulla Animagic, tecnica di animazione in stop motion divenuta un vero e proprio marchio di fabbrica della casa di produzione. Nel 1966 Rankin e Bass decisero di imbastire un progetto con protagonisti tutti i mostri più famosi dell'industria culturale, piazzando nel bel mezzo della festa proprio Lui, il grande Boris Karloff/William Henry Pratt, a dare "voce", naturalmente, al Barone Boris Von Frankenstein.



Il buon Barone, dopo aver inventato un composto in grado di distruggere la materia (durante il bellissimo incipit lo inietta in un corvo che automaticamente si tramuta in una specie di ordigno atomico), decide di andare in pensione e di lasciare la baracca in mano al nipote Felix Flankin, maldestro e timidissimo tuttofare in un drugstore, che viene dunque invitato ad un prestigioso ed esclusivo party al quale, come da copione, saranno presenti tutti i mostri degni di tale nome, quindi Dracula, L'Uomo Lupo, Il Gobbo di Notre-Dame, L'Uomo Invisibile, Il Mostro della Laguna Nera, La Mummia, Jekyll&Hyde e King Kong, accreditato come "It" per problemi di copyright, senza contare l'allegra brigata del Barone, comprendente il Mostro di Frankenstein, la cariatide Monster Mate (doppiata da Phyllis Diller), la bomba sexy Francesca (Gale Garnett) e Yetch, il maggiordomo/schiavo del Barone disegnato e plasmato sulle sembianze di Peter Lorre (doppiato dal poliedrico Allan Swift, autore di quasi tutte le performance vocali della pellicola). Naturalmente il Conte Dracula, sedotto dalla rossa Francesca, assistente del Barone, tenterà di mettere fuori gioco il povero Felix, fino al pirotecnico finale.

Bellissimo, cultissimo e geniale, questo "Mad Monster Party?" è pietra preziosa da conservare e ammirare senza nessun senso di colpa o di "perdita di tempo", per via di una realizzazione tecnica per molti versi straordinaria (le produzioni Rankin/Bass si avvalevano del genio dello stop animator Tadahito Mochinaga [1919-1999], un pioniere di questa tecnica legato alla MOM Production di Tokyo), una cura dei dettagli maniacale (strepitosi tutti i mostri, la riproduzione del castello e i numeri musicali) e un tono da spoof in stile Abbot e Costello che non stona con il citazionismo impossibile da evitare visto l'argomento trattato. Musical, horror, commedia, la sceneggiatura di Len Korobkin (supervisionata dal creatore di Mad, ovvero Harvey Kurtzman) non si fa mancare nulla e male non fa, poiché il risultato è realmente spettacolare, con grandi momenti quali il già citato incipit (nostalgica e riuscitissima citazione/parodia dei film Universal di James Whale sul Mostro di Frankenstein), il viaggio in nave con il capitano e il suo secondo grandi spalle comiche, l'arrivo al castello dei mostri, il party che dà il titolo al film e il finale con l'arrivo di King Kong/It che un amante/appassionato del genere semplicemente non può non apprezzare, nonostante qualche lungaggine e prolissità di troppo, specie nella seconda parte. 

Questioni di lana caprina, comunque, perché vedere Karloff e Lorre ancora insieme, seppur ricreati virtualmente in plastilina (Lorre scomparve nel 1964, Karloff morirà nel 1969) come ne "I maghi del Terrore/The Raven" (1963) di Roger Corman e "Il Clan del Terrore/The Comedy of Terrors" (1964) di Jacques Tourneur (manca solo Vincent Price all'appello) è sempre esperienza inebriante per chi si è ubriacato con l'horror classico. Per il resto,  quando in un film di animazione viene scelto Jack Davis della EC Comics, altro genio, in qualità di character designer, si può capire subito la portata dell'opera, che ve lo dico a fare,  anche se il film va visto e toccato in prima persona, le parole (almeno le mie) non rendono giustizia al parto Rankin/Bass, piccolo classico misconosciuto che nell'ultimo decennio ha goduto di una riscoperta in digitale grazie alle versioni 2003 e 2005 curate dalla Anchor Bay e quella definitiva targata Lions Gate del 2009 con extra e interviste ai realizzatori e qualità video superiore a quella delle vhs d'epoca (la Embassy Pictures, casa di produzione del film stesso ne curò un'edizione) derivate da un 16 mm non proprio impeccabile, grazie al ritrovamento da parte della Sony Pictures Television di una copia in 35 mm restitutiva dei colori originari. Il film conosce un seguito, "Mad Mad Mad Monsters" per la serie"The ABC Saturday Superstar Movie" trasmesso il 23 settembre 1972, che abbandona la stop motion per la cel animation, molto bello, seppur minore, uscito pure in Dvd per la Classic Media.Consigliatissimi, tutti e due. Grande colonna sonora, mai edita su qualsivoglia supporto audio fino al 1998 con Ethel Ennis che canta il pezzo d'apertura, "Mad Monster Party", appunto. Chissà cosa ne avrebbe tirato fuori il vecchio Gerry Damiano, autore negli anni settanta di una versione hard dei Muppets, "Let My Puppets Come" (1976) titolo che dice tutto quello che c'è bisogno di sapere. INTERPRETI: Boris Karloff, Phyllis Diller, Allen Swift, Gale Garnett, Ethel Dennis.

26 febbraio 2012 (c) Belushi

LINNEA QUIGLEY'S HORROR WORKOUT (1990) Kenneth J. Hall

Nel suo momento di massimo splendore, la bella Linnea Barbara Quigley, nota reginetta dell'horror a basso e bassissimo costo degli anni ottanta, pensò bene di farsi immortalare in un documento da lasciare ai posteri. Appunto. Una cosa che tradotta viene fuori come "La Palestra Horror di Linnea Quigley". Più o meno.

Immortala il tutto tale Kenneth J. Hall, sceneggiatore pure di "Puppet Master" e di "Dr. Alien", a cui non sarà parso vero di poter godere di simile onore. Linnea, biondissima e in forma smagliante, si fa la doccia, si allena, fa jogging, incontra degli zombi e fa fare degli esercizi di riscaldamento pure a loro. Ma non dimentica di invitare le amiche per un pigiama party. E giù di esercizi anche lì. Cialtronissima e scoperta parodia di "Thriller", il film (?) di Hall non è nulla più che un simpatico espediente per tentare di vendere qualche vhs ai fan della bella Linnea, indimenticata morta vivente nudissima de "Il Ritorno dei Morti Viventi", ma anche dolce e sfortunata ragazzina stuprata ferocemente nei bagni della palestra nel bel rape and revenge di Danny Steinmann "Savage Streets" (1984) con Linda Blair. Per allungare il metraggio, sono state aggiunte diverse sequenze da precedenti film starring Linnea, da "Sorority Babes in the Slimeball Bowl-O- Rama" a "Assault of the Party Nerds" fino al famigerato "Creepozoids", ampiamente saccheggiato.

Si tiri indietro chiunque non sia un fan sfegatato di Linnea. Gli altri si possono pure accomodare. Chissà che cosa ne avrebbe tirato fuori il vecchio Aristide Massaccesi che con i cadaveri ambulanti de "Le Notti Erotiche dei Morti Viventi" aveva ottenuto ben altri risultati. Vhs della Cinema Home Video e pure Dvd della benemerita Anchor Bay! Fatevi avanti. INTERPRETI: Linnea Quigley, Amy Hunt, B. Jane Holzer, Kristine Seeley, Victoria Nesbitt.




16 giugno 2012 (c) Belushi




THE DARK SIDE OF THE MOON (1990) D.J. Webster


Tranquillizzatevi tutti, i Pink Floyd non c'entrano niente. Trattasi invece di un filmetto direct to video prodotto dalla Wild Street Pictures e dal vecchio Keith Walley, compagno di merende di Brian Yuzna.

Un'astronave adibita al recupero di satelliti armati con testate nucleari si imbatte in uno Space Shuttle abbandonato nei pressi della luna. Naturalmente c'è qualcosa che non va. Una misteriosa entità vuole impossessarsi dell'equipaggio di soccorritori; dopo tante chiacchiere, fughe e possessioni varie si scopre che il lato oscuro della luna nasconde un sinistro gemellaggio con il Triangolo delle Bermuda! Infatti tutte le imbarcazioni e gli aerei scomparsi fanno bella mostra nientemeno che sulla superficie lunare. Non che sia una grande pensata di sceneggiatura, ma poteva andare peggio, molto peggio.

Ritmo zero, no sangue, mezzo nudo e un cast tutto sommato decente ( Robert Sampson di "Re-Animator" e Joe Turkell di "Blade Runner", non dimenticato Loyd the Bartender in "Shining") sono i frutti del raccolto di Webster e dei suoi sceneggiatori Carey e Chad Hayes, i quali in futuro scriveranno il remake de "La Maschera di Cera" e pure "I Segni del Male/The Reaping" (2007) di Stephen Hopkins. Sia dato atto al vecchio Webster (al suo primo ed ultimo lungometraggio) di aver girato una cosetta perlomeno dignitosa e tecnicamente non disprezzabile, tenuto conto del budget non proprio faraonico e tenuto conto che la base di partenza era sempre e comunque "Aliens". Cialtrone ma simpatico. Pare che alcune scene con gli alieni all'opera furono rigirate da Anthony Hickox con un maggior gradiente gore. C'è la Vhs Lions Gate/Vidmark, NTSC del 1990, per chi fosse interessato, mentre per quanto riguarda l'edizione in Dvd, è uscita solo la versione tedesca della Cine Plus, esclusivamente con audio tedesco.

Ah! C'e anche un'androide femmina dormiente che si sveglia quando i protagonisti consultano il computer. Mi sembra che possa bastare. INTERPRETI: Joe Turkell. Robert Sampson, John Diehl, Camilla More, Wendy MacDonald, Alan Blumenfeld.

25 luglio 2012 (c) Belushi

domenica 29 ottobre 2017

BRAWL IN CELL BLOCK 99 (2017) S. Craig Zahler


C'è un nuovo sceriffo in città e il suo nome non è Reggie Hammond ma S. Craig Zahler, un figlio di puttana dal grande talento che non ha paura di sporcarsi le mani con storie truci e violente direttamente riconducibili ad un animale braccato e in via di estinzione, ovvero il cinema di (quasi) puro genere, certo non privo di contaminazioni, ma lontanissimo da insopportabili destrutturazioni o tentativi di elevare la materia nei ranghi del cinema arty, così tanto per lavarsi la coscienza.

Sul suo esordio, il weird western "Bone Tomahawk" si è scritto tutto e il contrario di tutto, per cui meglio non aggiungere un trombone all'orchestra, questo "Brawl in Cell Block 99" è un film carcerario di rara potenza e drammaticità che ho apprezzato fin dalle prime inquadrature, dichiarandogli poi amore incondizionato allo scorrere dei titoli di coda. Bradley (non Brad, occhio) Thomas è un duro di quelli da lasciare in pace, uno che è meglio non fare incazzare. Fin qui, tutto bene. Si dà il caso che sia pure il corriere di un grosso spacciatore in procinto di mettersi in affari con il Cartello, ma durante una consegna va tutto a puttane e Bradley finisce in galera, lasciando sola la moglie incinta. Quello che segue è un classico racconto di vendetta che Zahler conduce con mano che più sicura non si può, sbattendosene allegramente le palle di plausibilità e senza alcuna paura nell'utilizzare effetti prostetici quando si tratta di sfondare teste e sfigurare carcerati.

Vince Vaughn è il centro focale del film, una macchina da guerra inarrestabile pronta a prendere a calci in culo tutti quelli che gli sbarrano la strada, un grizzly umano che è davvero valore aggiunto ad un racconto tanto semplice quanto efficace nel mettere in scena una storia già vista e sentita fino allo sfinimento; si vede che Zahler è prima di tutto un romanziere, per cui costruisce il suo castello non con la sabbia ma con il cemento armato, prendendosi i tempi giusti senza soffocare lo spettatore con un montaggio ipercinetico, mantenendo il controllo soprattutto durante le scene di combattimento e lasciando il magnifico Bradley Thomas di Vaughn quasi sempre al centro dell'attenzione, potendo contare pure su un cast in grande spolvero, con l'untuoso Udo Kier, la bravissima Jennifer Carpenter nel ruolo della moglie di Vaughn e un grande, grande Don Johnson armato di cigarillo nei panni del Direttore Tuggs, un bastardo se possibile ancora più freddo e cinico dello stesso Thomas. 

Una festa per gli appassionati di certo cinema che fa rima con Siegel, Hill, Eastwood, Friedkin,  in parte Lumet e tutto quello che si può desiderare da un film che si intitola "Brawl in Cell Block 99". Zahler non spara mica cazzate. Quasi un capolavoro, cazzo. INTERPRETI: Vince Vaughn, Jennifer Carpenter, Don Johnson, Udo Kier, Marc Blucas, Willie C. Carpenter, Mustafa Shakir.



mercoledì 13 settembre 2017

DEADLY WEAPONS (1974) Doris Wishman

Silence, please. Qui ci troviamo di fronte al cinema d'exploitation per definizione, nel senso che sul vocabolario, alla voce exploitation, dovrebbe comparire la locandina di questo capolavoro. Si, capolavoro di un genere defunto, sepolto, imbalsamato, puro distillato di cinema da peep show della 42esima, da godersi in sale sporche e puzzolenti.

"Watch The Mob Get Busted When Chesty Takes Her Revenge!" strilla la tagline del film della Wishman, gran signora della sexploitation già attiva nei sixties con i suoi immarcescibili "nudies" (che dire di titoli come "Nude on the Moon" e "Diary of a Nudist") di cui prima o poi bisognerà imbastire una rassegna, vista la prolificità e la militanza nelle file del cinema marginale che non può passare inosservata.


domenica 20 agosto 2017

THE NAUGHTY STEWARDESSES (1974) Al Adamson


Pellicola della Premiata Ditta Sherman-Adamson che insegue il successo del tedesco "Die Stewardesses/Le Hostess" (1971) di Erwin C. Dietrich, uno specialista, con Ingrid Steeger, ma anche e probabilmente "Le Porno Hostess in 3D/The Stewardesses" (1969) di Allan Silliphant.

venerdì 28 luglio 2017

TONIGHT SHE COMES (2016) Matt Stuertz


Finalmente dopo una marea di cazzate riesco a vederne una che mi piace, anzi, mi sbilancio senza vergogna appioppandole il titolo di film dell'anno (anche se delle classifiche di solito non me ne frega un cazzo). Dunque, un improbabile postino deve consegnare una lettera ad una certa Kristy (0 chi per lei); giunto alla casetta sul lago, non trova nessuno e quindi si mette a dormire su un'amaca all'esterno. Nel frattempo arrivano anche due amiche della ragazza scomparsa, che poi tanto scomparsa non è visto che si aggira nuda per i boschi. Se vi sembra una puttanata col botto, ancora non avete visto niente perché con l'entrata in scena di una famiglia di bifolchi capitanati dalla bravissima Jenna McDonald il film di Stuertz si trasforma in un delirio a base di morti e riti malefici da amare incondizionatamente.

giovedì 20 luglio 2017

GEORGE A. ROMERO INTERVIEWS Edited by TONY WILLIAMS (2011)



La tristezza incombe. Per ascoltare di nuovo il maestro, consiglio questo volume curato da Tony Williams edito da University Press of Mississipi per la collana Conversations with Filmmakers Series, in cui la voce di Romero accompagna il lettore in un lungo viaggio che ripercorre tutta quanta la sua carriera. Potete trovarlo qui.

martedì 18 luglio 2017

THE AUGUSTA STREET RIPPER (2014)


Sottotitoli in italiano per il corto di Geisla Fernandes e Felipe M. Guerra con una splendida (e nudissima) Monica Mattos, una vittima molto particolare.

mercoledì 31 maggio 2017

CADDYSHACK (1980) Harold Ramis

Una vecchia recensione, troppo lunga e noiosa a dirla tutta, che ho ritrovato pubblicata da qualche parte del web. Non mi ricordavo nemmeno di aver scritto tutte queste cazzate.



Cosa si può chiedere di più ad un film? Puro distillato di comicità targata "National Lampoon" in grado di sfoderare un trio di protagonisti impagabili quali Chevy Chase, Bill Murray e il grande Rodney Dangerfield, stand up comedian di assoluto valore, praticamente sconosciuto in Italia, che si inventa letteralmente sul campo il ritratto di un imprenditore edile arricchitosi con le speculazioni e pronto a fare il suo trionfale ingresso nella società che conta. "Si inventa" perché sul set di "Caddyshack" l'improvvisazione è all'ordine del giorno, tanto che Bill Murray non ha una sola battuta scritta nel copione, anzi, nei sei giorni in cui è richiesto sul set improvvisa il 90% del materiale su cui costruirà la figura cultuale di Carl Spackler, l'aiuto giardiniere ossessionato dalla talpa che sta distruggendo il green del Bushwood Country Club.


lunedì 29 maggio 2017

SLEEPWALKER (1984)


Sottotitoli in italiano per il "ritrovato" mediometraggio di Saxon Logan (combo DVD/Blu Ray a cura della benemerita BFI Flipside), interessante commistione tra horror argentiano e satira politica. Più o meno. Gli appassionati di british cinema non se lo lascino scappare.

venerdì 28 aprile 2017

NIGHT OF THE LIVING DEAD 3D (2006) Jeff Broadstreet

Certo che ne ha di coraggio il vecchio Broadstreet. Prendere così su due piedi un classico che più classico non si può e girarlo senza avere soldi e pure in 3D, eliminando il personaggio centrale del nero Ben, ivi sostituito da un giovinotto di belle speranza, non è cosa da tutti.