SHOCK WAVES (1977)


"Once They Were Almost Human!" strilla la tagline di questo misconosciuto horror, esordio di Ken Wiederhorn alla regia. Film che apprezzo ancora oggi. Povero ma inquietante. Nel senso che con pochi dollari il vecchio Wiederhorn costruisce un'atmosfera di morte e disfacimento realmente palpabile. Non è poco. 

Una piccola imbarcazione guidata dal vecchio lupo di mare John Carradine si ritrova in panne nelle vicinanze di una misteriosa isola tropicale e di un ancor più misterioso cargo che pare nascondere un terribile segreto. Una volta sceso a terra, il gruppo guidato dal giovane Keith (Luke Halpin, proprio lui, il Sandy Ricks di "Flipper"che ha pure bazzicato per alcune produzione italiote durante gli eighties ) scopre l'esistenza di un vecchio castello abbandonato dove l'unico segno di vita sembra essere un acquario. In realtà, qualcuno c'è sull'isola. E non è solo. Il vecchio Comandante delle SS Peter Cushing, autoesiliatosi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, è a capo di un commando di soldati tedeschi "né vivi né morti", implacabili, quasi invincibili, impiegati contro gli alleati durante la guerra (nel prologo una voce fuoricampo da cinegiornale narra l'esistenza di questo famigerato plotone di nazisti combattenti a mani nude) che fuoriescono dal gigantesco cargo arenatosi anni e anni prima. Per i poveri naufraghi, non ci sarà scampo. 

Molto bello questo "Shock Waves". Rispetto a produzioni coeve risulta quasi un film di stampo classico. Sempre di exploitation si tratta, ma l'atmosfera da "fine del mondo" già avvenuta si respira a pieni polmoni nel parto di Wiederhorn. Sarà perché i nazisti-zombi che escono dalle acque in formazione da combattimento, lenti, inesorabili è ancora sequenza che provoca una certa inquietudine; sarà perché il film è girato pressoché tutto di giorno, con pochissime scene notturne, sarà per la totale assenza di frattaglie che aggiunge un'atmosfera retrò al tutto, ma ho sempre pensato che un posto d'onore nella nicchia dei cultuali made in seventies questo "Shock Waves" se la ritaglia senza meno. Proprio perché si capisce subito che per i vacanzieri della middle class U.S.A non ci potrà essere salvezza alcuna. Per i soldati morti/non morti, semplicemente la guerra non è mai finita e pure il loro Comandante non potrà essere risparmiato (un grande, ma che ve lo dico a fare, grande Peter Cushing, invecchiato ed emaciato quasi come una vittima dei campi di concentramento). Ecco, Wiederhorn non inventa nulla (il riferimento agli zombi SS era già presente in "Revenge of the Zombies" [1943] di Steve Sekely sempre con Carradine) ma riesce a creare un universo cupo e mortifero semplicemente riprendendo qualche scorcio d'isola e uno sparuto gruppo (gli attori/zombi erano in realtà solo otto) di uomini in divisa. 


Tecnicamente, la pellicola, girata in 16mm in 35 giorni, è ineccepibile, tenuto conto del budget miserrimo. Ottima fotografia naturalistica di Reuben Trane, con riprese subacquee degli zombies ritornanti dal fondale effettuate da Irving Pare  e scenografia impeccabile di Jessica Sack (il "castello" di Cushing era in realtà il vecchio Biltmore Hotel in Florida, una struttura in disuso che Wiederhorn affittò per la modica cifra di 250 dollari) molto brava nel trasformare le locations di Coral Gables e Palm Beach, Florida in un cimitero a cielo aperto. I detrattori della pellicola del buon Wiederhorn (altro tipo strano, poi si cimenterà con lo sfortunato "Eyes of a Stranger" (1981), massacrato dai tagli, in "Return of the Living Dead Part 2" (1988), sbertucciato a destra e sinistra ma non così ignobile come sequel/remake parodistico del capolavoro di O'Bannon, financo "Meatballs 2", proseguendo poi in ambito prettamente televisivo con "Freddy's Nightmare", "21 Jump Street" e "Dark Justice") lamentano un ritmo blando e soporifero; ok, tuttavia credo che l'andamento ben poco adrenalinico sia valore aggiunto e non un difetto, atto a creare un senso di attesa e claustrofobia supportato pure dalla musica plumbea e opprimente di Richard Einhorn, il cui sintetizzatore calza come un pedalino alle immagini di Wiederhorn. Ultimo, ma non ultimo, il make-up degli zombi-nazisti creato dal grande Alan Ormsby (che non ha, o almeno non avrebbe, nessun bisogno di presentazioni, compare di Bob Clark e regista con Jeff Gillen di "Deranged", tra le altre cose, pure la sfortunata esperienza di "Popcorn" [1991]).

 Da vedere assolutamente, se non altro perché avere in cartellone Carradine e Cushing, che furono presenti sul set per un totale di quattro giorni a testa dietro compenso di 5.000 dollari ad attore, è sempre cosa gradita agli appassionati e amanti del genere. C'è pure la Brooke Adams di "The Dead Zone". Distribuito dalla Joseph Brennen Associates Inc. spesso in double bill con il "Tentacoli" di Ovidio Assonitiis. Il Dvd Alan Young Pictures, presenta delle sequenze in lingua originale (prologo compreso) che però sono presenti doppiate nella Vhs ex-noleggio Lineafilm. Il negativo originale perduto è stato rimpiazzato da una copia di proprietà dello stesso Wiederhorn.

Il 25 novembre 2014, la Blue Underground ha finalmente distribuito una ottima versione in Blu-ray del film di Wiederhorn, 1.85:1 Widescreen, 1080p HD resolution con una buona dose di extra, audio commento con Alan Orsmby, Fred Olen Ray e lo stesso Wiederhorn, interviste a Luke Halpin, Brooke Adams, Reuben Trane e Richard Einhorn più trailer e spot vari. 

Find Blu-ray

0 commenti:

Posta un commento